Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 4. Edward Gibbon

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Euseb. in vit. Const. lib. IV. c. 41-47.

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Atanas. Tom. I. p. 804. In una Chiesa dedicata a S. Atanasio, tal situazione somministrerebbe per una pittura un argomento più bello, che molte Storie di miracoli e di martirj.

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Atanas. Tom. I. p. 729. Eunapio racconta (in vit. Sophist. p. 36. 37 edit. Comelin.) uno strano esempio della credulità e barbarie di Costantino in una simile occasione. L'eloquente Sopatro, Filosofo della Siria, godeva la sua amicizia, e aveva provocato l'ira d'Ablavio, Prefetto del Pretorio. Il popolo di Costantinopoli era mal contento, perchè s'era trattenuto l'arrivo delle navi che portavano il grano per mancanza di vento meridionale; e Sopatro fu decapitato sull'accusa, che egli aveva legato i venti per arte magica. Svida aggiunse, che Costantino con tal esecuzione pretese di provare che aveva assolutamente rinunziato alla superstizione de' Gentili.

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Nel suo ritorno egli vide Costanzo due volte a Viminiaco ed a Cesarea nella Cappadocia. Atanas. Tom. I. p. 676. Il Tillemont suppone, che Costantino lo conducesse nella Pannonia al congresso dei tre reali fratelli. Mem. Eccl. Tom. VIII. p. 69.

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Vedi Beveridge Pand. Tom. I. p. 429-452 e Tom. II. Annot. p. 182. Tillemont Mem. Eccl. Tom. VI. p. 310-324. S. Ilario di Poitiers ha fatto menzione di questo Sinodo d'Antiochia con troppo favore e rispetto. Ei vi conta novanta sette Vescovi.

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Questo Magistrato, sì odioso per Atanasio, è lodato da Gregorio Nazianzeno, Tom. I. Orat. 21. p. 391.

Saepe premente Deo fert Deus alter opem.

Per onore della natura umana ho sempre piacere di scoprire qualche buona qualità in quegli uomini, che dallo spirito di parte si sono dipinti come mostri e tiranni.

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Le difficoltà cronologiche, le quali rendon dubbiosa la residenza d'Atanasio a Roma, sono vigorosamente trattate dal Valesio Observ. ad Calc. Tom. II. Hist. Eccles. lib. I c. 1-5, e dal Tillemont Mem. Eccles. Tom. VIII. p. 674 ec. Io ho seguitato la semplice ipotesi del Valesio, che non ammette che un sol viaggio dopo l'intrusione di Gregorio.

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Non posso fare a meno di trascrivere una giudiziosa osservazione di Wetstein Proleg. n. T. p. 19. Si tamen Historiam Ecclesiasticam velimus consulere, patebit jam inde a saeculo quarto, cum, ortis controversiis, Ecclesiae Graecae doctores in duas partes scinderentur, ingenio, eloquentia, numero tantum non aequales, eam partem quae vincere cupiebat Romam confugisse, majestatemque Pontificis comiter coluisse, eoque pacto oppressis per Pontificem et Episcopos Latinos adversariis praevaluisse, atque orthodoxiam in Conciliis stabilivisse. Eam ob caussam Athanasius non sine comitatu Romam petiit, pluresque annos ibi haesit.

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Filostorg. l. III. c. 22. Se nel promuovere gl'interessi della religione s'usò qualche corruzione, un avvocato d'Atanasio potrebbe giustificare o scusare tal equivoca condotta coll'esempio di Catone, e di Sidney; il primo de' quali si dice, che desse, ed il secondo che ricevesse doni in una causa di libertà.

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Il Canone, che permette gli appelli a' Pontefici Romani, ha innalzato il Concilio di Sardica quasi alla dignità d'un Concilio generala; ed i suoi atti si sono, o per ignoranza o per arte confusi con quelli del Sinodo Niceno. Vedi Tillemont Tom. VIII. p. 689 e Geddes Tract. Vol. II. p. 419-460.

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Siccome Atanasio spargeva segrete invettive contro Costanzo (Vedi l'epistola a' Monaci) nel tempo stesso che l'assicurava del suo profondo rispetto, noi possiamo diffidare delle proteste dell'Arcivescovo. Tom. I. p. 677.

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Nonostante il discreto silenzio d'Atanasio, e la manifesta finzione di una lettera riportata da Socrate, queste minacce son provate dalla certa testimonianza di Lucifero di Cagliari, ed anche di Costanzo medesimo. Vedi Tillemont Tom. VIII. p. 693.

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Ho sempre avuto qualche dubbio intorno alla ritrattazione d'Ursacio e di Valente. Atanas. T. I. p. 776. Le loro lettere a Giulio, Vescovo di Roma, e ad Atanasio medesimo son di tempra sì differente l'una dall'altra, che non possono essere ambedue genuine. L'una tiene il linguaggio de' rei che confessano la loro colpa ed infamia, l'altra quello di nemici, che a termini uguali chiedono un'onorevole riconciliazione.

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Le circostanze del suo secondo ritorno possono rilevarsi dal medesimo Atanasio Tom. I. p. 769. e 822, 843, da Socrate l. II. c. 18, da Sozomeno l. III. c. 19, da Teodoreto l. II. c. 11. 12, da Filostorgio l. III. c. 12.

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Atanasio (Tom. I. pag. 677-678.) difende la sua innocenza con patetiche querele, con solenni asserzioni, e con ispeciosi argomenti. Egli conviene che erano state finte delle lettere in suo nome, ma domanda che siano esaminati i suoi segretarj e quelli del Tiranno, per conoscer se quelle lettere fossero state scritte dai primi, o dagli altri ricevute.

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Atanasio Tom. I. p. 825-844.

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Atanas. Tom, I. p. 861. Teodoreto l. II. c. 16. L'Imperatore si protestò, che egli desiderava più di sottomettere Atanasio, di quel che avesse bramato di vincer Magnenzio o Silvano.

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Gli affari del Concilio di Milano son tanto imperfettamente ed erroneamente riferiti dai Greci Autori, che ci deve riuscir grato il supplemento di alcune lettere d'Eusebio, che il Baronio ha estratte dagli archivi della Chiesa di Vercelli, e di un'antica vita di Dionisio di Milano, pubblicata dal Bollando. Ved. Baron. An. 355. e Tillemont T. VII. p. 1415.

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Gli onori, i presenti, i conviti, che sedussero tanti Vescovi, vengono con indegnazione mentovati da quelli che troppo eran puri o troppo superbi per non accettarli. «Noi combattiamo (dice Ilario di Poitiers) contro l'anticristo Costanzo, che invece di battere il dorso, solletica il ventre» qui non dorsa coedit, sed ventrem palpat. Hilar. contr. Constant. c. 5. p. 1240.

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Si dice qualche cosa di tale opposizione da Ammiano (XV. 7.) che aveva una cognizione molto oscura o superficiale dell'Istoria Ecclesiastica: Liberius… perseveranter renitebatur, nec visum hominem nec auditum damnare nefas ultimum saepe exclamans, aperte scilicet recalcitrans Imperatoris arbitrio. Id enim ille Athanasio semper infestus etc.

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Più propriamente però dalla parte ortodossa del Concilio Sardicense. Se i Vescovi di ambe le parti avessero secondo le regole reso i voti, la differenza sarebbe stata da 94 a 76. Il Tillemont (vedi Tom. VIII. pag. 1147. 1158.) giustamente si maraviglia che sì piccola superiorità procedesse con tanto vigore contro gli avversarj, il Capo dei quali immediatamente fu deposto.

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Sulpic. Sever. in Hist. Sacr. l. II p. 412.

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Ammiano XV. 5. fa menzione dell'esilio di Liberio. Vedi Teodoreto l. II. c. 16. Atanas. T. I. p. 834. 837. Ilar. Fragm. I.

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Si è compilata la vita d'Osio dal Tillemont (T. VII. p. 524-561), che ne' termini più stravaganti a principio ammira, e quindi condanna il Vescovo di Cordova. Fra le querele d'Atanasio e d'Ilario intorno alla sua caduta, può distinguersi la prudenza del primo dal cieco e sfrenato zelo del secondo.


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