Il Libro di Urantia. Urantia Foundation

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Il Libro di Urantia - Urantia Foundation


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i loro rispettivi universi locali sono caratterizzati da una varietà pressoché infinita.

      32:3.4 (360.6) Ad eccezione della presenza della deità del Padre, ogni universo locale è in un certo senso una duplicazione dell’organizzazione amministrativa della creazione centrale o creazione modello. Sebbene il Padre Universale sia personalmente presente nell’universo residenziale, egli non dimora nelle menti degli esseri che hanno origine in quell’universo così come letteralmente dimora nelle anime dei mortali del tempo e dello spazio. Sembra esserci una compensazione infinitamente saggia nell’aggiustamento e nella regolazione degli affari spirituali dell’immensa creazione. Nell’universo centrale il Padre è personalmente presente come tale, ma assente dalla mente dei figli di quella creazione perfetta. Negli universi dello spazio il Padre è assente come persona, essendo rappresentato dai suoi Figli Sovrani, mentre è intimamente presente nella mente dei suoi figli mortali, essendo spiritualmente rappresentato dalla presenza prepersonale dei Monitori del Mistero che risiedono nella mente di queste creature dotate di volontà.

      32:3.5 (360.7) Nella capitale di un universo locale risiedono tutte quelle personalità creatrici e creative che rappresentano un’autorità indipendente ed un’autonomia amministrativa, salvo la presenza personale del Padre Universale. Nell’universo locale vi sono rappresentanti di quasi tutte le classi di esseri intelligenti esistenti nell’universo centrale, eccetto il Padre Universale. Sebbene il Padre Universale non sia personalmente presente in un universo locale, è personalmente rappresentato dal suo Figlio Creatore, prima vicegerente di Dio e successivamente governante supremo e sovrano per proprio diritto.

      32:3.6 (361.1) Più scendiamo la scala della vita, più diventa difficile individuare con l’occhio della fede il Padre invisibile. Le creature più basse — e talvolta anche le personalità più elevate — trovano sempre difficile riconoscere il Padre Universale nei suoi Figli Creatori. E così, in attesa del momento della loro elevazione spirituale, quando la perfezione del loro sviluppo permetterà loro di vedere Dio in persona, esse si stancano di progredire, nutrono dubbi spirituali, cadono nella confusione e così si isolano dagli obiettivi spirituali progressivi del loro tempo e del loro universo. In questo modo perdono la capacità di vedere il Padre quando guardano il Figlio Creatore. La salvaguardia più sicura per la creatura in tutta la sua lunga lotta per raggiungere il Padre, durante questo periodo in cui le condizioni intrinseche rendono impossibile tale raggiungimento, è quella di stare tenacemente attaccata al fatto-verità della presenza del Padre nei suoi Figli. In senso letterale e figurato, spirituale e personale, il Padre ed i Figli sono uno. È un fatto: colui che ha visto un Figlio Creatore ha visto il Padre.

      32:3.7 (361.2) All’inizio le personalità di un dato universo sono salde e affidabili soltanto in conformità al loro grado di parentela con la Deità. Quando l’origine della creatura si scosta a sufficienza dalle Sorgenti originali e divine, sia che si tratti dei Figli di Dio o delle creature appartenenti al ministero dello Spirito Infinito, aumenta la possibilità di disarmonia, di confusione e talvolta di ribellione — di peccato.

      32:3.8 (361.3) A parte gli esseri perfetti originati dalla Deità, tutte le creature dotate di volontà dei superuniversi sono di natura evoluzionaria; iniziano da una condizione bassa e salgono sempre verso l’alto, in realtà verso l’interno. Anche le personalità altamente spirituali continuano a salire la scala dell’esistenza con trasferimenti progressivi di vita in vita e di sfera in sfera. E nel caso di coloro che ospitano i Monitori del Mistero, non c’è in verità alcun limite alle possibili altezze della loro ascesa spirituale e della loro realizzazione nell’universo.

      32:3.9 (361.4) Una volta raggiunta definitivamente la perfezione delle creature del tempo, essa è un’acquisizione completa, un autentico possesso di personalità. Anche se gli elementi della grazia vi sono largamente mescolati, nondimeno le realizzazioni della creatura sono il risultato di uno sforzo individuale e di una vita effettiva, di una reazione della personalità all’ambiente esistente.

      32:3.10 (361.5) Il fatto dell’origine evoluzionaria animale non imprime alcun marchio su una personalità agli occhi dell’universo, dal momento che quello è il modo esclusivo di produrre uno dei due tipi basilari di creature finite intelligenti dotate di volontà. Quando le altezze della perfezione e dell’eternità sono raggiunte, tanto più grande è l’onore per coloro che hanno cominciato dal punto più basso ed hanno scalato con gioia, un gradino dopo l’altro, la scala della vita, e che, quando raggiungeranno la sommità della gloria, avranno acquisito un’esperienza personale che incorpora una conoscenza effettiva d’ogni fase della vita dal punto più basso a quello più alto.

      32:3.11 (361.6) In tutto questo si rivela la saggezza dei Creatori. Per il Padre Universale sarebbe così facile fare di tutti i mortali degli esseri perfetti, distribuire perfezione con la sua parola divina. Ma ciò li priverebbe dell’esperienza meravigliosa dell’avventura e della preparazione associate alla lunga e graduale ascensione verso l’interno, un’esperienza che può essere fatta solo da coloro che sono così fortunati da cominciare dal fondo stesso dell’esistenza vivente.

      32:3.12 (362.1) Gli universi che circondano Havona sono dotati solo di un numero di creature perfette sufficiente a soddisfare la necessità di guide istruttrici modello per coloro che stanno ascendendo la scala evoluzionaria della vita. La natura esperienziale del tipo evoluzionario di personalità è il complemento cosmico naturale della natura pienamente perfetta delle creature del Paradiso-Havona. In realtà, sia le creature perfette che quelle perfezionate sono incomplete in rapporto alla totalità finita. Ma nell’associazione complementare delle creature esistenzialmente perfette del sistema Paradiso-Havona con i finalitari ascendenti esperienzialmente perfezionati degli universi evoluzionari, entrambi i tipi giungono a liberarsi dalle loro limitazioni innate e possono così tentare congiuntamente di raggiungere le altezze sublimi dell’ultimità dello status di creature.

      32:3.13 (362.2) Queste operazioni delle creature sono le ripercussioni universali di azioni e reazioni all’interno della Deità Settupla, nella quale la divinità eterna della Trinità del Paradiso è congiunta con la divinità in evoluzione dei Creatori Supremi degli universi del tempo-spazio nell’attuante potere della Deità dell’Essere Supremo, per suo mezzo e grazie ad esso.

      32:3.14 (362.3) La creatura divinamente perfetta e la creatura evoluzionaria perfezionata hanno un uguale grado di potenziale di divinità, ma sono di genere diverso. Ciascuna deve dipendere dall’altra per raggiungere la supremazia di servizio. I superuniversi evoluzionari dipendono dal perfetto Havona per provvedere la preparazione finale ai loro cittadini ascendenti, ma altrettanto il perfetto universo centrale richiede l’esistenza dei superuniversi in corso di perfezionamento per assicurare il pieno sviluppo dei suoi abitanti discendenti.

      32:3.15 (362.4) Le due manifestazioni primarie della realtà finita, la perfezione innata e la perfezione evoluta, si tratti di personalità o di universi, sono coordinate, dipendenti ed integrate. Ognuna ha bisogno dell’altra per giungere alla completezza di funzione, di servizio e di destino.

      32:4.1 (362.5) Per il fatto che il Padre Universale ha delegato ad altri tanto di se stesso e del suo potere, non dovete credere che egli sia un membro silenzioso o inattivo dell’associazione delle Deità. Se si escludono i domini della personalità ed il conferimento degli Aggiustatori, egli è apparentemente la meno attiva delle Deità del Paradiso in quanto permette ai suoi coordinati in Deità, ai suoi Figli, ed a numerose intelligenze create di compiere così tante cose nell’esecuzione del suo proposito eterno. Egli è il membro silenzioso della triade creativa solo nel senso che non fa mai alcuna cosa che i suoi associati coordinati o subordinati possano fare.

      32:4.2 (362.6) Dio comprende pienamente il bisogno di ogni creatura intelligente di agire e di fare esperienza, e perciò, in ogni situazione, che si tratti del destino di un universo o del benessere della più bassa delle sue creature, Dio si astiene dall’agire per lasciar fare alla galassia di personalità create e Creatrici che si trovano per loro natura tra lui e una data situazione universale o un dato evento creativo. Ma nonostante questo suo rimanere appartato, questa dimostrazione di coordinazione infinita, c’è da parte di Dio una partecipazione reale, letterale e personale


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